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Articoli tecnici

I paesaggi immortalati da David Noton con EOS 5D Mark III

I paesaggi immortalati da David Noton con EOS 5D Mark III

© David Noton

Dicembre 2012

Quando il Canon Explorer David Noton ha avuto tra le mani la reflex digitale Canon EOS 5D Mark III, l'ha subito messa alla prova, immortalando paesaggi in Italia, Francia e Inghilterra. Ian Farrell ha incontrato per CPN il pluripremiato fotografo inglese, che ha illustrato come questa fotocamera da 22,3 Megapixel abbia arricchito le sue possibilità di fotografo.

Per David Noton, il passaggio al sistema di fotocamere digitali Canon EOS nel 2005 ha rappresentato molto di più di un semplice cambio di marchio: ha segnato il suo passaggio dalla pellicola al digitale. Insieme a decine di altri fotografi professionisti di quel periodo, Noton ha scelto la EOS-1Ds Mark II, la reflex digitale che garantiva la stessa qualità delle immagini della pellicola.

"Era una reflex digitale Full Frame da 16 Megapixel, uno strumento completamente rivoluzionario", ricorda. "Alcuni dei miei clienti, come Getty Images, iniziavano a chiedere file digitali e questa era l'unica fotocamera che a quei tempi avrebbe potuto garantire la qualità che mi serviva".

© David Noton

Chiesa di St. Michael de Rupe a Brentor, Devon, Inghilterra. Scattata con una Canon EOS 5D Mark III e un obiettivo EF 35 mm f/1.4L USM, con esposizione di 1/320 secondi a f/8, ISO 100.

Da allora David Noton ha investito molto nel sistema EOS di Canon, fotografando paesaggi e immagini di viaggio mozzafiato con le reflex digitali EOS-1Ds Mark III e la EOS 5D Mark II. A inizio 2012 è passato alla nuova EOS 5D Mark III...

Ricorda: "Quando usi per la prima volta questa fotocamera, la prima impressione è di una migliore qualità nella costruzione: appare più solida e più professionale, e il display LCD è straordinario. La resistenza agli agenti atmosferici sembra migliorata, e questo è un aspetto importante nel mio lavoro. In effetti, la prima volta che ho usato la EOS 5D Mark III è stato a Dartmoor [brughiera in Inghilterra] con pioggia e vento sferzante. In quel momento ero molto contento della tenuta stagna della macchina!"

Nel corso dei mesi successivi Noton ha iniziato ad apprezzare sempre di più le nuove funzionalità della fotocamera. Spiega: "Sulla carta, la risoluzione della EOS 5D Mark III ha un solo Megapixel in più rispetto al vecchio modello [EOS 5D] Mark II, e so che molti fotografi penserebbero inizialmente "qual è la differenza?" Ma con la [EOS 5D] Mark III il cambiamento è radicale in termini di qualità dell'immagine: un miglioramento tangibile nel dettaglio, nella nitidezza, nella risoluzione e nella gamma dinamica".

E aggiunge: "I miei clienti sono soprattutto agenzie pubblicitarie, editori, siti web di fotografie e così via, che usano le mie immagini in tutti i formati. La risoluzione da 22,3 Megapixel della EOS 5D Mark III è l'ideale per le loro esigenze e perfetta per me. Ho prodotto stampe artistiche larghe 1,2 metri e hanno un aspetto fantastico".

La qualità delle immagini con ISO elevate ha visto un notevole sviluppo in molte nuove reflex digitali, e la EOS 5D Mark III porta ancora più avanti il progresso. La fotocamera è ora in grado di scattare con una sensibilità massima standard di ISO 25.600, con la possibilità di aumentare a ISO 102.400 per quelle occasioni in cui la luce naturale è quasi assente. Che impatto ha avuto questo miglioramento della funzione ISO sul lavoro del paesaggista David Noton?

© David Noton

Il Duomo, il Campanile e il Battistero fotografati da Piazza del Duomo, Firenze, Toscana, Italia. Scattata con una Canon EOS 5D Mark III e un obiettivo decentrabile TS-E 17 mm f/4L, esposizione di 10 secondi a f/16, ISO 100.

"Non penso che abbia avuto un impatto", confessa. "A noi "paesaggisti" piace lavorare a valori ISO più bassi, con il cavalletto e il telecomando. Ma lavorare in condizioni di scarsa luminosità non riguarda solo una ISO alta. Per me, una fotocamera che funziona bene con impostazioni ISO elevate funziona bene anche con esposizioni lunghe, e questo vale sicuramente per la EOS 5D Mark III. A volte riesco a scattare con tempi di posa di due minuti, e la qualità delle immagini che sto ottenendo
è assolutamente incredibile".

Noton spiega: "Le prestazioni ISO sono invece molto utili nelle fotografie di viaggio in uno stile più fotogiornalistico. Ci vuole ancora un po' per abituarsi al concetto di fotografia a ISO elevate, avendo lavorato per decenni con pellicole con le quali la ISO 400 era considerata il massimo possibile. Ma so che ora posso puntare molto più in alto se ne
ho bisogno".

Ammette: "Non vedo l'ora di sperimentare sempre di più con le ISO elevate e con le opzioni creative che questa funzione offre. Mi piace usare i miei obiettivi preferiti ad apertura rapida e a lunghezza focale fissa per i ritratti e i reportage di viaggio: l'EF35 mm f/1.4L USM e l'EF85 mm f/1.2L II USM. Adoro gli effetti di messa a fuoco selettiva a diaframma aperto, e credo che la funzione di ISO elevata [della fotocamera] aggiungerà ulteriore qualità a questi effetti".

Quando si tratta di obiettivi, è quasi più facile elencare le ottiche EF che David non usa, anziché elencare quelle con cui lavora. Nella sua attrezzatura troverete l'obiettivo ultragrandangolare EF14 mm f/2.8L II USM e l'EF15 mm f/2.8 Fisheye, oltre all'EF16-35 mm f/2.8L II USM, l'EF24-70 mm f/2.8L USM e allo zoom EF100-400 mm IS f/4.5-5.6L USM. E, naturalmente, gli obiettivi ad apertura rapida da 35 mm e 85 mm già menzionati. Noton è anche un fan degli obiettivi decentrabili con controllo della prospettiva TS-E17 mm f/4L e TS-E24 mm f/3.5L II, che utilizza con grande efficacia per ritrarre paesaggi e
opere architettoniche.

L'ultimo arrivato della sua attrezzatura è il teleobiettivo zoom EF70-200 mm f/2.8L IS II USM: una versione riprogettata dallo zoom tradizionale a lunghezza focale fissa. "È un obiettivo classico per tutti i tipi di fotografia. Non potrei lavorare senza", dice Noton. "Il Mark I era molto buono, ma il Mark II è migliore in termini di qualità dell'immagine. È notevolmente più nitida".

Rivela: "Ero scettico sulla stabilizzazione delle immagini, ma obiettivi come l'EF70-200 mm f/2.8L IS II USM hanno contribuito a farmi cambiare idea. Nei test sono stato in grado di scattare con tempi di posa di quattro stop inferiori rispetto al solito, ottenendo ancora risultati nitidi. Questo può fare davvero la differenza nel settore. Ricordo una volta in Africa in cui stavo fotografando un elefante da vicino. La luce stava svanendo molto rapidamente e tutto sembrava contro di me, ma lo stabilizzatore d'immagine (IS) e un lieve aumento della ISO mi hanno dato grandi risultati che non sarebbero stati possibili ai tempi della pellicola".

© David Noton

Lulworth Cove sulla Jurassic Coast, Dorset, Inghilterra. Scattata con una Canon EOS 5D Mark III e un obiettivo TS-E 17 mm f/4L, con esposizione di 15 secondi a f/11, ISO 100.

David Noton consiglia ai fotografi che di recente hanno investito nella EOS 5D Mark III di prendersi un po' di tempo per abituarsi a usare il nuovo sistema di AF "al pieno delle sue potenzialità".

Ammette: "All'inizio ho davvero lottato con la messa a fuoco automatica, la maggior parte dei miei scatti non prevede che il soggetto sia al centro dell'inquadratura. Quando è stata introdotta la messa a fuoco di soggetti decentrati, volevo che i punti focali fossero proprio al di fuori delle intersezioni delle linee dei "terzi". Finora nessuna fotocamera lo faceva, ma la EOS 5D Mark III ci si avvicina abbastanza. Trovo anche più semplice spostare il punto di messa a fuoco intorno alla cornice. In questo senso la lavorazione migliora".

David Noton dà poi altri consigli meno tecnici ma più pratici a coloro che viaggiano con le fotocamere EOS. "Osservate, pensate, fate una pausa, impegnatevi per qualcosa di unico alla vostra visione," dice. "Siate fantasiosi. E sempre, sempre preferite la qualità alla quantità. Viaggiate di meno, osservate di più".

David Noton ha trascorso quasi tre anni in giro per il mondo, fotografando persone, luoghi e culture. Quando CPN lo ha intervistato per parlare della sua esperienza con la EOS 5D Mark III stava preparando le valigie per la sua ultima avventura: un viaggio in Birmania per scattare nuove fotografie per la sua rivista on-line 'Chasing the Light'. Gli abbiamo fatto notare che forse fa il lavoro più bello del mondo...

Lui ha risposto: "Beh, non è tutto sole e panorami epici. Ho la mia giusta parte di frustrazioni e contrattempi, proprio come chiunque altro. Ma quando torno stanco ma vincente da una perlustrazione all'alba, dopo aver assistito alla luce che dipinge una scena di serenità quasi mistica, non vorrei scambiare il mio lavoro con nessuno. Sono un fotografo professionista da 27 anni, ma mi sento ancora come agli inizi".

Informazioni tecniche

Attrezzatura di David Noton

Fotocamere:

EOS 5D Mark II
EOS 5D Mark III
EOS-1Ds Mark III
EOS-1Ds Mark II

Obiettivi:

EF 14 mm f2.8L II USM
EF 15 mm f/2.8 Fisheye
EF 16-35 mm f/2.8L II USM
TS-E 17 mm f/4L
TS-E 24 mm f/3.5L II
EF 24-70 mm f/2.8L USM
EF 35 mm f/1.4L USM
EF 70-200 mm f/2.8L IS II USM
EF 85 mm f/1.2L II USM
EF 100-400 mm f/4.5-5.6L IS USM

Accessori:

Lampeggiatore Speedlite 580EX
Dispositivo Media Storage M80
Impugnatura verticale con batteria BG-E6

Biografia: David Noton

David Noton

David Noton è un pluripremiato fotografo paesaggista e di viaggio con oltre 25 anni di esperienza. Vincitore del premio della BBC Wildlife Photographer of the Year per i concorsi del 1985, 1989 e 1990, nel corso degli anni ha viaggiato senza sosta praticamente in qualsiasi parte del mondo, esplorando deserti, foreste pluviali, montagne, isole e calotte glaciali. Nel 2008 è stato pubblicato il suo primo libro “Waiting for the Light”, acclamato dalla critica. Nel 2010 viene pubblicato il libro “Full Frame” insieme al secondo film “Photography in the RAW”. Le sue foto vengono oggi pubblicate in tutto il mondo, mentre lui scrive per diversi mezzi di informazione, tra cui riviste e siti web dedicati al mondo della fotografia.



Showcase

Valle di Blackmore Vale fotografata da Bulbarrow Hill, Dorset, Inghilterra. Scattata con una Canon EOS 5D Mark III e obiettivo EF24-70 mm f/2.8L USM a 59 mm. L'esposizione era di 1/8 secondi a f/11, ISO 100.